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Una delle critiche più ricorrenti al nostro paese è la mancanza di una vera classe dirigente. Il riferimento è inevitabilmente e comprensibilmente alla classe politica, che dimostra in troppe occasioni una grave mancanza di competenza ed un grado di improvvisazione inaccettabile da parte di chi ha il compito di governare il paese.

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FORMAZIONE E SELEZIONE DELLE CLASSI DIRIGENTI

(-PREMESSA-
Al fine di rendere efficiente e costruttivo il lavoro dei tanti che si sono iscritti, NON saranno pubblicati contributi palesemente NON attinenti e fuori tema.)

Una delle critiche più ricorrenti al nostro paese è la mancanza di una vera classe dirigente. Il riferimento è inevitabilmente e comprensibilmente alla classe politica, che dimostra in troppe occasioni una grave mancanza di competenza ed un grado di improvvisazione inaccettabile da parte di chi ha il compito di governare il paese.

Lo stesso tipo di critica, d’altronde, è riferibile alla pubblica amministrazione, da tempo immemorabile oggetto di critiche di inefficienza, non solo dal punto di vista organizzativo ma anche di capacità direzionale della sua elite. D‘altronde è proprio per questa finalità –la formazione di dirigenti pubblici competenti e capaci- che era stata creata, cinquanta anni fa, la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Ignota ai più, non ha mai dato alcuna evidenza, anche minima, della sua utilità, né è stata mai sollecitata una rendicontazione, se pur di massima, del suo operato. Tanto che ad oggi potremmo, senza esitazione, affermare che essa sopravvive ormai a se stessa.

Il tema della formazione della classe dirigente è tuttavia ineludibile, anche perché investe altri settori nevralgici: come non estendere, infatti, il dubbio sull’esistenza di una vera elite dirigenziale anche al settore economico? Non è, forse, nota la storia del nostro paese per essere costellata di esempi, anche eclatanti, di aziende vissute grazie ad interventi statali molto più che alle capacità dei suoi manager ed azionisti? E sappiamo tutti che non si tratta solo di aziende pubbliche, bensì anche, in varia misura, private.

Senza scendere in ulteriori esemplificazioni e dettagli, che ognuno potrebbe, del resto, contribuire ad elencare sulla base anche di esperienze personali, il tema è quello che, già negli anni cinquanta, un giurista come Massimo Severo Giannini definiva la “selezione dei migliori”.
Qualche anno addietro il tema poteva suonare come proprio di una politica di destra, ma oggi si può dare quanto meno per acquisita la sua trasversalità. La formazione prima e la selezione poi delle classi dirigenti nel nostro paese potrebbe, pertanto, costituire una battaglia prioritaria del nuovo Partito del centrosinistra.
Se si vuole, il tema si riallaccia a quello più generale del merito, che dovrebbe tornare ad essere il metro di valutazione ad ogni livello sia formativo che selettivo. Ognuno di noi vorrebbe poterlo pretendere per un qualsiasi concorso pubblico di accesso ad un ruolo impiegatizio nella pubblica amministrazione. A maggior ragione urge porre la questione come dirimente per i vertici del nostro paese: il merito e la competenza dovrebbero essere pretesi nella scelta di chi andrà a ricoprire ruoli chiave nel governo, nella P.A., nelle grandi imprese.

Dunque il merito: a monte, sta una formazione già essa fortemente selettiva, di alto livello, post-universitaria; a valle, una selezione severa ed il più possibile imparziale.
Sulla formazione, il modello per eccellenza è quello dell’Ena francese: la gran parte di ministri, amministratori delegati e dirigenti pubblici in Francia viene da lì. Molti gli esempi di uomini di governo (Rocard, Juppè, Jospin, …), tra cui risaltano due presidenti della Repubblica: Giscard D'Estaing e Chirac. Non si tratta di una moda: l’Ena è nota sin dalla sua costituzione, più di mezzo secolo fa, per la severità con cui forma e valuta i propri allievi. Un esempio di attualità: Spinetta, il Presidente di Air France, viene da quella Scuola. Si è poi messo in evidenza con incarichi politici prima di approdare a quello che con successo ricopre oggi, ma il biglietto da visita vincente è stato proprio quello del suo titolo post-accademico.

Va da sé che la formazione non basta: occorre che essa venga effettivamente valorizzata con una selezione adeguata ed imparziale, effettivamente in grado di individuare e scegliere i migliori. Ed anche qui la comparazione con altri paesi può essere di aiuto.

Scopi del forum sono, dunque:
-individuare le modalità per preparare dei buoni dirigenti, competenti e capaci in diversi settori, se del caso progettando una o più scuole ad hoc a livello nazionale: per fare un esempio, una SSPA che funzioni davvero;
-disegnare e sperimentare meccanismi selettivi in grado di scegliere i migliori e modelli di valutazione delle loro performance nel tempo.

Naturalmente, neppure i dirigenti migliori possono, da soli, sopperire a lacune e malfunzionamenti organizzativi. I lavori di questo forum saranno, per questo, strettamente correlati a quelli del forum per le riforme: ridisegnare le regole del paese, e particolarmente dello Stato, significa rendere la macchina organizzativa funzionante ed efficiente.

Siccome, però, persone capaci e meritevoli nel nostro paese ci sono già, intanto partiamo da lì, pretendendo che le elites non si debbano riconoscere, in Italia, solo dallo stipendio che incassano e dal potere che esercitano.


Presidente del forum : Paola Caporossi
Politologa, dopo la laurea al "Cesare Alfieri" si è specializzata alla Rutgers University (New Jersey) ed alla Columbia University (New York) con Giovanni Sartori, nonchè all'Institut d'Etudes Politiques (Parigi).
Ha lavorato per il Censis, il CNR, l’Università di Firenze ed altri Istituti di Ricerca, anche a carattere internazionale. Ha collaborato con l’ONU e la Commissione Europea, anche in paesi in via di sviluppo come l'Ecuador. Svolge altresì attività di analisi del rischio e di fattibilità di progetti di investimento e sviluppo.
Autrice di articoli e saggi su temi politici e sociali, è stata animatrice di diverse iniziative a carattere sociale, membro fondatore del Comitato Nazionale “Salviamo la Costituzione”, responsabile nazionale dell’”Associazione per il PD” e di “Liberalitalia”.
Il maggio scorso è stata chiamata a far parte del “Comitato Promotore Nazionale dei 45 per il PD”.

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