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Una delle critiche più ricorrenti al nostro paese è la mancanza di una vera classe dirigente. Il riferimento è inevitabilmente e comprensibilmente alla classe politica, che dimostra in troppe occasioni una grave mancanza di competenza ed un grado di improvvisazione inaccettabile da parte di chi ha il compito di governare il paese.

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mio intervento all'assemblea del pd catanese

contributo inviato da tringali il 5 ottobre 2008

Marcello Tringali, Consigliere della 7^ Municipalità (CT) Costituente Regionale del PD (Sicilia)333/2694935 marcellotringali@tin.it

Come richiestomi da alcuni di Voi, Vi invio di seguito il mio breve intervento all’ultima assemblea cittadina del Partito Democratico, del 03 ottobre 2008. Intervento che, come vedrete, ha fatto proprie le tante e condivise osservazioni provenienti dai Vostri contributi alle nostre discussioni.

Per completezza, aggiungo, in sintesi, che il Segretario Provinciale nelle sue conclusioni si è dimostrato sensibile a tali critiche cogliendone l’aspetto costruttivo e pare avere fatto proprie tali osservazioni manifestando la volontà di volere intraprendere, da subito, azioni concrete che diano il segno costante della presenza di un Partito che esiste tra la gente e che sa fare opposizione nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Io continuerò ad esserci, vedremo.

Mi scuso se non sarò all’altezza dell’uditorio ma cmq sono certo che alla fine lo avrò rispettato esprimendo onestamente, forse troppo, ciò che colgo in giro, che condivido in massima parte e che spero possa servire come contributo critico ma costruttivo utile alla crescita di un partito che voglio e vorrei fosse migliore, più efficace ed efficiente.

Detto ciò, a questo punto credo di non avere capito qual è la ragione sociale del nostro partito.

Un partito che doveva nascere nuovo, anche da noi, ma che è già vecchio nei mancati risultati che produce e nei metodi che propone.

Non capisco di fronte a quali stimoli ci si dovrebbe muovere se non ci si è mossi e non ci si muove adeguatamente di fronte allo sfacelo attuale che vive la Sicilia e Catania in particolare.

E non si dica che è sempre colpa degli altri: una volta della informazione locale, che non è oggettiva, un'altra volta della mancanza di tempo, e continuando cosi si arriverà a dire che è colpa, anche, del vento contrario; che sarà anche vero ma non è possibile assopirsi così.

Abbiamo degli obblighi che non possiamo e non dobbiamo ignorare, aspettative che non possiamo e non dobbiamo deludere.

A fronte del sacrificio di pochi s’è dovuto assistere e registrare:

- un partito assente che non si muove se non per iniziativa dei singoli armati di buona volontà (volendo presumere sempre la buona fede).

- un partito che in Sicilia, a detta non dell’ultimo della comitiva ma di Veltroni, deve essere meglio strutturato ma soprattutto che necessita di un grande rinnovamento (cosa avrà voluto dire?!). E che a Catania ancora non s’è degnato di convocare e coordinare tutti gli eletti insieme, di ogni ordine e grado, ma nemmeno separatamente.

Onestamente non è questo che immaginavo ma ciò che è peggio non è questo che immaginava il popolo delle primarie che oggi si chiede e ci chiede: MA DOVE SIETE?

- un partito che a Catania quando arriva il pullman del PD, per le iniziative contro le proposte del governo, non avverte nessuno depotenziando quel po’ di luce che ogni tanto si vede.

- un partito che è solerte nell’enunciare la teoria della scienza politica, la summa della retorica, che è bravo nell’individuare i motivi della sconfitta post elettorale (salvo poi non perseguirne le soluzioni), che è pronto a chiedere le firme, la mobilitazione, il tesseramento ma che poi non è presente nei luoghi del popolo, della partecipazione collettiva ad esercitare l’ascolto per potere fungere da cassa di risonanza dei loro problemi nei luoghi deputati.

E, vi prego di credermi, non è ne qualunquismo, ne disfattismo, ne tantomeno esagerazione, poiché fossero solo le farneticazioni del sottoscritto sarebbe il male minore e lo sproloquio dell’ultimo consigliere di quartiere ma non è così perché questo è ciò che registro (e non solo io) in giro, a torto o a ragione, e purtroppo non solo nel recinto di Monte Po di Nesima o di Trappeto sud.

Credo e lavoro per le buone intenzioni che ci hanno portato oggi alla costituzione del nostro soggetto politico e per queste mi sono speso assieme a tante donne e uomini di questo partito (e non) di cui vado fiero, spero che non si concretizzi però ciò che ipotizzava il prof. Caserta in una delle nostre recenti assemblee “una mancata assunzione di responsabilità” all’interno di “un partito che per volontà di pochi non deve essere ne troppo piccolo ne troppo grande ma bastevole all’autoconservazione e all’autoreferenzialità dei soliti notabili”.

Permanendo così le cose, non vorrei arrivare a dire ciò che disse pubblicamente in questa sala qualche mese fa Pippo Pignataro e cioè che abbiamo un segretario giovane (che induceva a ben sperare) che, ahinoi, pare coniugare i peggiori vizi di certe pratiche politiche che speravamo fossero state archiviate come coloro che le praticavano e cioè come: vecchie. Ma credo che andando avanti così non sarò ne io ne, più, Pignataro a dire ciò ma saranno i fatti ad evidenziarlo e ciò è proprio quello di cui questo partito non ha di bisogno.

Si dice e se preso atto del fatto che dalle nostre parti l’informazione è quantomeno anomala?

Si riconosce l’utilità della medesima informazione, fatta con qual si voglia mezzo, al fine di riallacciare un contatto tra la politica e i cittadini?

Bene che si utilizzino, allora, subito, tutti quei mezzi che ci avvicinano alla gente, che facciano sapere a questa cosa siamo, cosa vogliamo, cosa facciamo.

Internet, il tradizionale volantino, il sempre verde manifesto, il megafono itinerante, sono tanti i mezzi e vi assicuro non è difficile adoperarsene, io già lo faccio da 9 anni. E se lo faccio io, da solo, in una intera Municipalità, per un bacino di 4.800 famiglie alle quali arrivo una per una, potrebbe farlo qualsiasi soggetto che aspira al governo di una vasta collettività e che vuole definirsi Partito.

Chiedo che si presenti subito un progetto serio ed una azione concreta da perseguire e verificare quotidianamente e da potere spendere davanti agli occhi (a non deludere le aspettative) della nuova linfa che vorremmo fosse del nostro partito e magari vorremmo, anche, tesserare.

Un modello organizzativo operativo che prediliga l’agire credibile quotidiano da spendere e presentare all’esterno.

Gli argomenti su cui lavorare non mancano proprio: dalla Sanità, alla Sicurezza, dal dissesto rinviato di qualche settimana, alla trasparenza dell’azione amministrativa, dal mondo del lavoro, alla occupazione, dai rifiuti a parentopoli, ecc.

In sostanza: meno teoria + fatti; meno salotto + contatto popolare; meno accomodamenti + opposizione (almeno davanti alle evidenze non lasciamola fare solo ai grandi giornali nazionali).

Per quanto mi riguarda, ritengo doveroso continuare a lavorare con lo stesso impeto, con la stessa passione, con lo stesso impegno, con la stessa onestà e trasparenza, che hanno caratterizzato la mia azione in questi anni. FATTI, questi, che ho messo al servizio della gente, che per ciò ha gradito e premiato, e continuerò a mettere al servizio del Partito nuovo seriamente inteso.


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21 febbraio 2008
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