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Una delle critiche più ricorrenti al nostro paese è la mancanza di una vera classe dirigente. Il riferimento è inevitabilmente e comprensibilmente alla classe politica, che dimostra in troppe occasioni una grave mancanza di competenza ed un grado di improvvisazione inaccettabile da parte di chi ha il compito di governare il paese.

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Partecipare a prescindere dalle decisioni? No, grazie!

contributo inviato da grazia fanelli il 1 marzo 2009

Al coordinatore Nazionale PD

Dario Franceschini

Al coordinatore Regionale PD

Michele Emiliano

Al Segretario Provinciale PD

Lorenzo Cirasino

Al Coordinamento provinciale PD

Brindisi

All’Assemblea di Circolo

del PD di Francavilla Fontana

Al popolo delle Primarie

La democrazia è metodo per decidere attraverso la partecipazione e non per partecipare a prescindere dalla decisione”(Bersani per il P.D.).

La attuale situazione del Partito Democratico a livello nazionale pone un grave pregiudizio sulla sua stessa sopravvivenza: i fatti di Napoli e di Pescara, i risultati elettorali in Abruzzo ed in Sardegna, la nostra litigiosità non sostenuta da ragionamenti politici per i quali valga davvero la pena di sostenere una discussione… il ricondursi, in ogni caso, di qualsiasi diatriba ad una avvilente conta, ad una prova di forza… toglie l’entusiasmo e lo trasforma in una sensazione di inadeguatezza e di inutilità, poiché è chiaro a tutti che alla fine vincono i numeri, le tattiche e non i ragionamenti.

Abbiamo perso di vista il bene pubblico, siamo distanti dai bisogni della gente e non riusciamo a parlare delle cose che riguardano la collettività o dei bisogni individuali dei cittadini, che ci guardano interdetti e si chiedono “Ma di che parlano?”.

Stiamo assistendo ed anzi siamo corresponsabili di uno spettacolo davvero insopportabile!

Impegnati come siamo ad aggiustare i pesi, non ci rendiamo conto che la distanza che si va via via strutturando tra noi e la gente è direttamente proporzionale al disastro elettorale che si va, sempre più, compiendo.

Occorrerebbe una risposta chiara e netta, riconoscibile; sicché alla gente possa risultare inequivocabile la logica e gli obiettivi che guidano il nostro agire.

Ed invece… tante parole… tanto rumore…per nulla!

La verità è che il PD ha mutuato una classe dirigente che ha paura di prendere posizione per non perdere posizione. Ed allora si sente parlare di capobastone, anziché di leader, di trasversalismo anziché di linea politica chiara, di potere anziché di politica: ma una classe dirigente così manca di lucidità e di lungimiranza; una classe dirigente così riesce a vedere alla patetica distanza del proprio orticello.

In questo momento di minimo consenso ciò che ci aiuterebbe non è nicchiare nel limbo dell’indecisione, ma proporre senza paura e senza tentennamenti che stiamo inequivocabilmente dalla parte della gente, di quella gente che si è accorta da tempo che le cose vanno male; non dalla parte di chi continua a sostenere che non c’è problema e che solo depressi e pessimisti possono asserire il contrario.

In questa situazione nazionale e locale continuare a tergiversare, oltre a denunciare una mancanza di identità e di coraggio, è a dir poco grottesco.

I tempi che ci attendono non saranno facili; la situazione di stallo nella quale siamo da troppo tempo è difficile da risalire; il silenzio sulle questioni importanti della città e del territorio è vissuto dai cittadini come colpevole!

Abbiamo promesso un cambiamento della politica, abbiamo fatto appello alle nostre forze migliori, abbiamo fatto le primarie…

Purtroppo, con gli appelli non si producono grandi cambiamenti.

Per un cambiamento vero ci vorrebbe una nuova classe dirigente onesta e capace.
Ma anche questa occasione è andata persa, poiché si è utilizzato il pretesto del cambiamento per ridurre in isolamento coloro che non erano funzionali agli scopi! Adducendo motivazioni anagrafiche a questioni che andavano affrontate in ben altri termini.

Lo dimostrano i fatti. E le primarie del PD non sono servite a niente sotto questo profilo.

I maggiorenti degli ex Ds più quelli degli ex Margherita hanno preso posizione e addio cambiamento!

Sia chiaro, non siamo tra quelli che credono nel cambiamento dell’epurazione e neanche in quello edonistico e civettuolo che vuole tutti belli e giovani, magari fotogenici.

Il cambiamento che intendiamo ha a che fare con la rotta, con un progetto politico che rende chiara la differenza tra noi e Berlusconi, tra noi e Fitto, tra noi e Curto o Vitali e compagnia bella…

Nonostante questa analisi amara abbiamo lottato con senso di responsabilità e spirito di servizio per smobilitare la situazione attuale, a partire da Francavilla.

Gli eventi di questi ultimi mesi sono, purtroppo, però, chiari a tutti.

Fino ad oggi.

A meno di quattro mesi da elezioni importanti che potevano confermarci alla guida della provincia e, finalmente, conquistare la possibilità di governare Francavilla, dimostrando, una volta per tutte che “un altro modo è possibile”, noi siamo ancora in balia delle onde: non abbiamo un candidato alla provincia, o forse ce l’abbiamo e non tutti lo sanno; non sappiamo chi sta con noi e chi contro; non abbiamo un candidato alla carica di sindaco.

Oggi non c’è più tempo e forse era proprio questo l’obiettivo di qualcuno: arrivare in tempo per un’unica possibile soluzione già preventivamente concordata.

Sono trascorsi quattro lunghi mesi da quando il segretario Bruno si è dimesso.

E sarà bene ricordare che non c’è stata nessuna mozione di sfiducia.

Perché se così fosse stato, allora ci sarebbe stata una regolare votazione da parte dell’assemblea di circolo ed una convocazione dell’assemblea degli iscritti entro i trenta giorni successivi.

Così non è stato e di mesi ne sono passati quattro.

Per arrivare ad oggi e discutere ancora del nulla?

Noi siamo militanti da tanto tempo e siamo riconoscibili e la gente, gli elettori, i non militanti ci interrogano, ci chiedono spiegazioni.

E noi siamo ormai troppo spesso in quella posizione scomoda di dover tentare di spiegare cose per le quali noi stessi esigeremmo una spiegazione.

Neanche Kafka sarebbe riuscito, con la forza dell’immaginazione, a proporre una situation così…

In questi mesi abbiamo usato la massima pazienza ed il silenzio prudente, mentre si tessevano ed intrecciavano varie ipotesi di soluzione ad una situazione che poi non era così difficile da risolvere.

Abbiamo accolto la proposta del segretario provinciale,Lorenzo Cirasino, di una reggenza che tenesse dentro tutti con un preciso e temporaneo mandato. Ed abbiamo scoperto presto che non andava bene…

Abbiamo proposto una cosegretaria che inchiodasse tutti alla responsabilità di fare gli interessi del Partito e della città, ma anche questa non va bene, perché non contemplata dallo statuto e dal regolamento… come se tutta questa situazione fosse riconducibile a qualche regola scritta o sia pure non scritta!

Siamo stati accusati di non avere idee, perché non abbiamo fatto viaggiare le nostre proposte su giornali e blog…

Siamo stati accusati di essere sfascisti, mentre è sotto gli occhi di tutti che a trarre vantaggio dalla mancanza di un responsabile sono gli irresponsabili ed i “sottolavoristi”; quelli che giocano su tanti tavoli contemporaneamente e per i quali “comunque vada sarà un successo…”; gli incantatori di serpenti.

La nostra decisione è la conclusione di un ragionamento sofferto e consapevole non solo delle difficoltà che ci attendono, ma soprattutto delle dinamiche che attiverà.

Ma non possiamo partecipare a prescindere dalle decisioni!

Per questo comunichiamo la nostra decisione di autosospenderci da un partito nel quale abbiamo creduto e crediamo e che abbiamo contribuito a far nascere con tutta la convinzione possibile: ora però non ci convince più!

Non possiamo continuare a condurre una battaglia interna, quando fuori imperversano dinamiche di posizionamento che isolano il partito e lo riducono a strumento per la realizzazione di strategie giustificazioniste che non condividiamo.

Non possiamo continuare a difenderci dagli attacchi interni e da quelli esterni o presunti tali.

È venuta meno la ragione dello stare insieme!

È venuta meno la fiducia reciproca, già fortemente provata!

È venuta meno la certezza degli obiettivi!

È venuto meno quel rispetto che tutela le persone e con esse le idee per le quali si battono!

Viviamo questo momento e questa decisione come una grande sconfitta: ma non possiamo e non vogliamo assumerci la responsabilità di dover aderire a scelte elettorali pericolose.

Un partito che può fare a meno dei suoi iscritti e dei suoi sostenitori storici, di coloro che questo partito hanno fondato e cerca di strappare il consenso a non meglio precisate aree di centro e di destra è un partito che non ci corrisponde.

Un partito che usa la formula della società civile per squalificare e per far passare qualsiasi cosa senza renderne conto è un partito che non ci corrisponde.

Il nostro partito ha fatto un congresso e quel congresso ha deciso una linea politica che non prevedeva né Curto, né la Polibortone, né affini…

Pertanto, certi di aver aderito ad un partito di centro sinistra, combatteremo perché resti tale e non tradisca le promesse.

L’autosospensione ha quindi questo senso: il senso della protesta e della battaglia, perché questo progetto ha ancora tutto il senso per il quale ci siamo spesi e nel quale abbiamo creduto.

Non abbiamo intensione di vederlo occupato impropriamente ed abusivamente da chi ha altre idee ed altre filosofie di riferimento.

Il Partito Democratico rappresenta il popolo di centro sinistra ed è a quel popolo che noi vogliamo parlare ed è a loro che vogliamo chiedere il consenso politico ed elettorale.

Alla domanda se si debba perseguire la peggiore delle vittorie elettorali o la migliore delle sconfitte, non abbiamo dubbi: noi scegliamo la dignità e la chiarezza della proposta politica, senza sorprese, senza pasticci e, soprattutto, senza inciuci.

Il nostro codice etico ed il nostro regolamento interno ci convincono. E se non deponiamo le armi è perché abbiamo la certezza di non aver sbagliato nella scelta fondamentale. Tuttavia non intendiamo assumerci e condividere le responsabilità che derivano e deriveranno da comportamenti ed azioni incomprensibili e dannose.

Non vogliamo trovarci a discutere del futuro di questo territorio con quelle stesse persone (o personaggi) che l’hanno bistrattato, vilipeso, oltraggiato; confinando il diritto di cittadinanza in un mero parcheggio per sudditi, dal cui “buon comportamento” derivano i piccoli successi personali…

Non possiamo arrenderci all’evidenza del pensiero unico e neanche alla logica del “se non sei con me sei contro”.

E questa posizione non può reggere l’accusa di solipsismo.

Noi conosciamo le regole della democrazia e le sappiamo osservare e rispettare.

Ma se per essere riconosciuti capaci di stare insieme agli altri dentro un processo, dobbiamo rinunciare al pensiero ed alla libertà di scelta, di posizione e di opinione è evidente che abbiamo un’idea diversa di democrazia e di partecipazione.

Si tratta ora di capire se in questo nostro Partito, così com’è, ci sia spazio per la filosofia politica, le ragioni e le scelte che hanno determinato la nascita del Partito Democratico, oppure no.

La democrazia è metodo per decidere attraverso la partecipazione e non per partecipare a prescindere dalla decisione”.

Abbiamo atteso, pensato e ripensato prima di rendere pubblico questo scritto.

Oggi, dopo le dimissioni di Veltroni, le dichiarazioni di Boccia, le posizioni assunte a livello regionale dalle donne del partito, e le bordate di Emiliano, non abbiamo più alcun dubbio.

Se è vero che questo PD non ci corrisponde, se non riconosciamo nell’attuale percorso ciò che abbiamo sottoscritto, aderendo al processo costituente, e per cui abbiamo lottato, è altrettanto vero che non intendiamo mollare e che continueremo a difendere il NOSTRO PARTITO con ogni arma e con ogni mezzo leale che la democrazia mette a disposizione.

Francavilla Fontana, 20 febbraio 2009

Tani Roma

Grazia Fanelli

Mimmo Tardio

Giuseppina Montanaro

Mario Zizzo

Lina Rodia

Gino Montanaro

Fioranna Cinieri

Gino Fanizza

Grazia Solazzo


commenti:


commento di   xiaobu004 inviato il 8 dicembre 2010

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17 marzo 2008
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